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Visualizzazione dei post con l'etichetta psicologia

Felicità

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"Non restare mai dove non ti senti fiorire" In questi giorni leggendo i post pubblicati su Facebook, mi sono soffermato sulla pagina della dottoressa Simona Pozzi, una giovane psicologa. In uno dei suoi ultimi interventi la dottoressa Pozzi ha riportato un aforisma anonimo, che mi ha fatto molto riflettere: "non restare mai dove non ti senti fiorire".  Immediatamente mi è venuta in mente l'immagine del  kindergarten proposta dal pedagogista romantico  Friedrich   Fröbel, il quale proponeva di porre al centro dell'azione educativa il bambino. Come le piccole piante necessitano di stare al centro dell'attenzione di chi le cura, così anche i ragazzi necessitano della medesima attenzione per la loro crescita educativa e cognitiva. La corretta attenzione dell'educatore e dell'insegnante possono essere efficaci solamente se anche l'ambiente vita dei ragazzi sono costruiti in modo da favorire la loro fioritura. Mi sono poi posto la dom...
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NELLA SEMPLICITÀ DI UN BAMBINO   Il tempo del Natale, con le sue feste, i suoi banchetti, lo scambio di regali ed auguri, rappresenta una sosta nel cammino umano, durante la quale possiamo interrogarci sul nostro esistere, sul nostro essere nel mondo. Il Natale è innanzitutto un “compleanno”, rappresenta una nascita per certi aspetti non diversa da quella di tutti noi, ma che dischiude nella sua semplicità un mistero grande. In questo giorno siamo invitati a ricordare che nacque, nella piccola città di Betlemme, Gesù il Nazzareno figlio di Giuseppe il falegname della Casa di Davide. Certamente un modo inusuale, per i nostri tempi, per identificare un nuovo nato. Tuttavia questa lunga descrizione ci permette di identificare correttamente una persona storicamente esistita, di inserirlo nelle trame della storia. Molti sono i nomi che la tradizione e la riflessioni attribuiscono a questo bambino, nel tentativo di comprendere il suo mistero. Fra i molti c’è quello di Emanuele...
Una volta si risorgeva! Una volta si risorgeva, e oggi? Parto volutamente con una provocazione all’inizio di queste mie riflessioni che prendono spunto dall’ultimo libro dott. Secondo Giacobbi [1] sul tema “invecchiamento e morte” nella nostra società e da quanto emerso dal dibattito on-line del Caffè Filosofico di Crema. Il tema non è dei più scontati, perché come ha messo in luce l’illustre psicoterapeuta, mentre la vita continua, quasi inesorabilmente, ad allungarsi non si può altrettanto dire della qualità della salute degli ultimi decenni di vita di ogni singolo individuo. Non ho intenzione di fare in questa sede un’analisi medico-scientifica dello stato di salute del paziente medio, né tanto meno fare una previsione economico-sociale delle “cause” che il fenomeno “invecchiamento longevo” provocherà. L’aspetto sul quale mi voglio soffermare è una “componente” molto importante della vita di ogni individuo, un appuntamento al quale nessuno manca, ma un tema di cui non si parla...