NUOVO E VECCHIO Tra Bianchi Conigli, illusorie caverne e veli da squarciare 31 dicembre: fine di un anno. Sembra che in una notte tutto possa finire: il mondo così come lo abbiamo conosciuto possa scomparire, per apparirci l’indomani mattina (o pomeriggio) nuovo o per lo meno rigenerato. “Tutto scorre!” (Eraclito) verrebbe da pensare. O forse in maniera un po’ più ingenua (perdonatemi il giudizio) con il venditore di almanacchi di Leopardi [1] meravigliosamente nuovo e più propizio. Eppure poco più che una manciata di ore di sonno permettono alla nostra mente di comprendere che l’anno è cambiato, e siamo passati dalla notte di San Silvestro all’inizio di un nuovo cammino composto da dodici mesi. Che cosa ci sospinge allora a ritenere che il 31 dicembre sia un passaggio quasi mistico? Il desiderio. Il desiderio, forse, di poter iniziare un qualcosa di nuovo dimenticandosi dei tentativi a vuoto dell’anno precedente. Il desiderio di sentirsi diversi, rinati, forse migli...