La filosofia (non) va in vacanza di Patrizia de Capua Non lontano dalla foce del Meandro, avvolti dal ruvido e asciutto aroma del fico, accarezzati da quello balsamico del ginepro e stuzzicati dalle note leggermente pepate dell’agnocasto… …e va bene: il fiume poco distante è il Serio, e i profumi che si contendono il campo sono quello ormai estenuato del tiglio sfiorito, e un battuto di robinia pseudoacacia, pioppo e salice bianco. Mileto è Vaiano, e tutto si gioca venerdì 19 giugno 2015 presso la Trattoria ospitante, che tenta di distrarre con un ricco buffet e coloratissimi cocktails la concentrazione intellettuale dei convenuti, ammaliati dal fascino e dalla quieta soggezione che la filosofia incute. Ma l’atmosfera creata da Gabriele Ornaghi, con la complicità dell’arpa celtica e del salterio ad arco di Eleonora, è la stessa di duemilaseicento anni orsono, quando Talete, sapientissimo fra i Sette Sapienti (Diogene Laerzio) e primo fisiologo (Aristotele), si segnalò per ...
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